Gastroenterologo Torino Helicobacter Pylori (Hp)

Che cos’è?

Helicobacter Pylori (Hp) è un batterio Gram negativo, flagellato, acido-tollerante che ha trovato il suo habitat ideale, fin dai tempi degli antichi Egizi (è stato trovato nelle mummie), nel muco gastrico dello stomaco umano.

La sua scoperta, come fattore clinicamente importante, è avvenuta nel 1982, grazie ai lavori di 2 Australiani, Barry Marshall e Robin Warren ed ha provocato una vera e propria rivoluzione nella fisiopatologia e terapia delle malattie gastroduodenali. In realtà tale batterio era già stato descritto un secolo prima, nel 1893, da un Italiano, Giulio Bizzozzero, nello stomaco dei cani, ma lo studioso italiano non intuì l’importanza clinica delle sue osservazioni.

L’infezione interessa gran parte della popolazione mondiale, con una prevalenza che varia dal 20 al 50% nei Paesi industrializzati ed è di oltre l’80% nei Paesi in via di sviluppo.

Come si contrae?

Di solito nell’età infantile, con gli alimenti infetti. Veicoli particolarmente “epidemici” sono le acque, specie nei Paesi in via di sviluppo, e la scarsa igiene

Tuttavia non sembra opportuno trattare i bambini fino all’età di 10 anni circa, in quanto facilmente essi riescono a liberarsi spontaneamente dal batterio, guarendo senza trattamento specifico.

Che cosa provoca?

L’infezione provoca Gastrite acuta, l’Ulcera gastrica e l’Ulcera duodenale, la Gastrite cronica, e a lungo andare, la Gastrite cronica atrofica, precursore del Cancro gastrico.

Altre patologie correlate all’infezione sono il MALT Linfoma gastrico, la cui forma precoce a bassa malignità, può guarire con la semplice eradicazione dell’infezione da Hp.

Altre condizioni patologiche che sono state associate all’HP sono l’anemia sideropenia e la trombocitopenia e il deficit di vitamina B12. Altre malattie cardiologiche, come l’infarto miocardico, sono state associate all’infezione, come fattore favorente, ma non esiste univocità di vedute sull’argomento.

E’ necessario trattare l’infezione, una volta che si conosce la su presenza?

Tutte le linee guida più autorevoli consigliano la sua eradicazione, in quanto i vantaggi che se ne ottengono (prevenzione del cancro gastrico e dei sintomi gastroenterologici, quando presenti) superano di gran lunga i paventati effetti negativi. Anche se esistono diversi tipi di Hp, con patogenicità diversa come gravità, l’unico Helicobacter pylori buono è quello morto.

Come si fa diagnosi?

Esistono metodi non invasivi e metodi invasivi.

Tra i primi: l’UBT ( o “test del respiro”), che indica infezione in atto, l’HpSA (la ricerca degli antigeni dell’Hp nelle feci), che non necessariamente indica infezione attiva, (1) gli anticorpi monoclonali sierici specifici per l’Hp , che indicano avvenuto contatto con il batterio, il Gastropanel, esame del sangue, che oltre agli anticorpi specifici dà una valutazione della funzionalità gastrica indicando sec’è o no atrofia, in questo modo proponendosi come test “preventivo” per il cancro gastrico) (2). Quest’ultimo esame merita di essere sottolineato in quanto non invasivo, “funzionale”, attendibile e con attributi di “prevenzione”: esso può sostituire l’esame endoscopico in certe situazioni (età inferiore a 45 anni, senza sintomi di allarme) e addirittura essere più affidabile della biopsia gastrica (3) .

Come si cura?

Esistono diversi regimi di trattamento (4), tutti relativamente gravosi, basati su 2 o 3 antibiotici più un inibitore della pompa protonica a dosaggio pieno.

Le linee guida attuali più autorevoli consigliano un periodo di 2 settimane di trattamento, considerando la resistenza agli antibiotici (specie la claritromicina) nelle differenti aree geografiche, l’ uso del bismuto quando disponibile e la modalità “quadruplice”, in quanto la resistenza del batterio agli antibiotici ha raggiunto livelli molto più alti di quelli registrati nel 1983, quando è stato scoperto e incominciato ad essere trattato. Buone aspettative sono offerte dalla levofloxacina, dal metronidazolo e dal tinidazolo associate all’amoxicillina.

E’ buona regola affidarsi ad un gastroenterologo di fiducia aggiornato sulle problematiche relative, in quanto la posta in gioco non sono soltanto i disturbi della gastrite, ma soprattutto, la prevenzione del cancro gastrico con le sue sequele.

 

Bibliografia

1) Masoero G, Lombardo L, Della Monica P et al Dig Liv Dis 2000;32:285-90.

2) Lombardo L, Leto R, Molinaro G et al Clin Chem Lab Med 2010;48(9):1327-32.

3) Storskrubb T et al. Scand J Gastroenterol 2008;43:1448-55).

4) Della Monica P, Lavagna A, Masoero G, Lombardo L et al Aliment Pharmacol Ther 2002;16:1269-75.